faeto / test di luce
faeto, agosto 2026. La piazza completata si accende di notte. Test illuminotecnico di interni ed esterni: due gerarchie di luce, una temperatura di colore, lo stesso acciaio scuro dalla piazza alle volte degli ipogei.
La piazza di notte ha una sua geometria. I pali in acciaio scuro — lo stesso acciaio dei profili interni — portano in quota un apparecchio piatto che distribuisce l'illuminamento sul piano di calpestio in modo uniforme. Il test ha confermato i valori calcolati: l'orditura in basalto separa le campiture di pietra chiara e la luce radente dal basso — la strip LED integrata nella base della seduta — fa emergere il rilievo della pavimentazione. La seduta non è solo un posto dove sedersi: di notte il profilo basso in pietra basaltina diventa una riga di luce sul pavimento.
La seduta si illumina da sola: il profilo basso in pietra basaltina, di notte, diventa una riga di luce sul pavimento. Il palo scompare nel nero. — dalle note di cantiere, agosto 2026
gli ipogei / la luce dentro
Negli spazi ipogei il tema era diverso: un controsoffitto che non nascondesse la volta ma la valorizzasse. Il falso soffitto in lamelle di acciaio assolve tre funzioni insieme — abbassa la quota percepita portando lo spazio a una scala umana, attutisce l'acustica e ospita i corpi illuminanti. Le strip LED sono integrate tra le lamelle: la luce filtra negli interspazi e si diffonde verso l'intradosso della volta, tracciando un ritmo sulle superfici in muratura originale.
La disposizione radiale delle lamelle segue la geometria della volta — una traduzione contemporanea delle costole radianti della struttura originale. Il materiale è lo stesso della piazza: acciaio scuro, grezzo, superficie ossidata. Il linguaggio non cambia tra esterno e interno. Entrare nell'ipogeo non è un salto percettivo ma la continuazione dello stesso racconto.
Il test ha verificato la rispondenza con il calcolo illuminotecnico: illuminamento medio sui piani di riferimento e distribuzione sulle superfici verticali delle volte. La scala ridotta degli ipogei richiede valori contenuti — la luce non è qui per mostrare ma per accompagnare. Non deve competere con la materia.
La temperatura di colore è la stessa per interni ed esterni: 3000 K, bianco caldo. La continuità cromatica tra la piazza e gli spazi sotterranei era una condizione di progetto stabilita già dai primi incontri. La luce non cambia carattere quando si scende.